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BARI - Il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari non formerà più solo avvocati e notai, ma anche altre figure dotate di competenze giuridiche utili all’attività d’impresa, acquisite attraverso un’esperienza formativa in azienda. Queste figure saranno formate attraverso l'attivazione del nuovo corso di laurea triennale in Consulente del lavoro e Operatore di impresa, attivo dall’anno accademico 2017/2018. E’ questo uno dei risultati attesi dal Protocollo d’intesa oggi dal presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bari-BAT, Mario Aprile, e dal direttore del dipartimento di Giurisprudenza, Roberto Voza, nella sede dell’Associazione degli industriali del capoluogo pugliese.

Gli sbocchi occupazionali possono essere diversi: operatore giuridico di impresa e nelle organizzazioni di rappresentanza degli interessi collettivi ed economico-professionali (associazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori, Camere di commercio, ecc.), consulente del lavoro, responsabile del personale e della gestione delle risorse umane, consulente d’azienda in materie giuridiche, esperto legale nelle pubbliche amministrazioni. Il corso abilita a sostenere (previo tirocinio) l'esame per l’iscrizione all’Ordine professionale dei Consulenti del lavoro.

«Noi siamo consapevoli della necessità di allargare la nostra offerta formativa in vista di sbocchi professionali che si aggiungono a quelli tradizionali - ha spiegato il Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, Roberto Voza -, cioè alle professioni giuridiche tradizionali che sono l’avvocatura, la magistratura e il notariato». 

«Il Protocollo - ha sottolineato il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bari e BAT, Mario Aprile - è frutto di una sinergia fra Confindustria e Università al fine di creare delle figure professionali che possano essere più consone alla domanda delle imprese».

Primo parco nazionale italiano, offre paesaggi alpini di grande bellezza

Il parco e la sua storia

Il Parco nazionale Gran Paradiso si estende su 70.000 ettari di territorio d'alta montagna, tra gli 800 metri di fondovalle e i 4.061 metri del Gran Paradiso.

In Valle d'Aosta, il Parco nazionale Gran Paradiso ha tre centri visitatori, a Cogne, Valsavarenche e Rhêmes-Notre-Dame. I centri visitatori permettono di approfondire in ogni stagione i vari aspetti naturalistici dell'area protetta.

Da non perdere, a Cogne, il  giardino alpino Paradisia , soprattutto a luglio, quando molte delle oltre 1.000 specie del giardino sono in piena fioritura.

La  storia del Parco nazionale Gran Paradiso  è legata alla protezione dello stambecco. Nel 1856, infatti, il re Vittorio Emanuele II dichiarò queste montagne riserva reale di caccia e salvò così lo stambecco dall'estinzione. Il re creò anche un corpo di guardie specializzate e fece costruire una rete viaria per la protezione della fauna e per le escursioni. Nel 1920, Vittorio Emanuele III donò la riserva allo Stato italiano perché ne facesse un parco. Il Parco nazionale Gran Paradiso fu effettivamente istituito nel 1922.

Gli animali del parco

È difficile fare un'escursione nel Parco nazionale Gran Paradiso senza avvistarne gli animali, spesso anche da vicino.

Lo stambecco, simbolo del parco, è piuttosto confidente e si incontra facilmente al pascolo. I maschi, riconoscibili dalle lunghe corna ricurve, vivono in piccoli gruppi, mentre le femmine, dalle corna più corte, restano con i piccoli.

Anche il camoscio è comune, ma assai più schivo e difficile da osservare.

Altro protagonista del parco è la marmotta, simpatico roditore che scava lunghe gallerie per sfuggire ai pericoli e preparare il letargo invernale.

Tra gli uccelli sono rappresentati i rapaci, come l'aquila reale, e molti piccoli passeriformi.

Acquisizioni recenti del parco sono il gipeto, grande avvoltoio scomparso nel 1912 e tornato sulle Alpi per un progetto internazionale, e la lince, splendido, piccolo predatore.

La flora del parco

Nei boschi di fondovalle si trovano larici, abeti rossi, pini cembri e abeti bianchi. Salendo, gli alberi sono sostituiti prima dai pascoli alpini, ricchi di fiori in primavera, poi da rocce e ghiacciai.

Tra i fiori rari del Parco nazionale Gran Paradiso ricordiamo: la  Potentilla pensylvanica , che cresce nei prati aridi sopra i 1.300 metri; l' Astragalus alopecurus , che si trova solo in Valle d'Aosta; l' Aethionema thomasianum ; la  Linnaea borealis , un relitto glaciale che ha trovato rifugio nei boschi di conifere; la  Paradisea liliastrum , un giglio bianco da cui prende il nome il giardino alpino Paradisia di Cogne.

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